La legge del 28 dicembre 2015, n. 208, prevede che il canone di abbonamento alla televisione per uso privato debba essere inserito nelle bollette dell’energia elettrica e riscosso insieme alla spesa per l’utenza. Il canone Rai non è legato alla visione delle reti Rai, ma alla detenzione di almeno una televisione o apparecchio che sia in grado di ricevere un segnale audiovisivo attraverso il digitale terrestre o satellitare.
Cosa dovreste sapere a riguardo?
L’esborso annuale per il pagamento del canone Rai è pari a 90 euro. Questa cifra è esente da IVA e viene suddivisa in dieci rate da 9 euro ciascuna. La quota è riportata sulla bolletta dell’energia elettrica alla voce “Canone di abbonamento alla televisione per uso privato”. Il Governo ha introdotto questa metodologia di riscossione del canone di abbonamento alla tv per uso privato per assicurarsi che la tassa venisse effettivamente pagata da tutti.
Il canone Rai non viene moltiplicato in base al numero di televisori o apparecchi similari posseduti, ma viene contato un corrispettivo unico per ogni residenza anagrafica. Nel caso voi abbiate attivato una seconda utenza elettrica (in un’eventuale seconda casa in cui non siete residenti) non dovrete pagare un altro canone Rai: si paga solo per l’utenza corrispondente alla propria residenza anagrafica.
È possibile richiedere l’esonero dal pagamento del canone Rai?
Chi non detiene apparecchi televisivi o similari può richiedere l’esonero del pagamento compilando un modello di autocertificazione predisposto dall’Agenzia delle Entrate. Ovviamente, le false dichiarazioni espongono a responsabilità penali.
Sono esonerati anche coloro che hanno superato i 75 anni e hanno un reddito annuale familiare non superiore agli 8 mila euro. Possono richiedere l’esonero dal pagamento del canone Rai anche le persone che risultano ricoverate in una casa di riposo e/o in strutture similari. Le richieste di esonero hanno validità annuale, quindi all’inizio di ogni anno è necessario fare nuovamente la richiesta con l’autocertificazione.
